Devo dire che fin dalla nascita di Conad i soci hanno saputo ben interpretare i bisogni e i desideri dei clienti e che per questo siamo diventati l’insegna leader in Italia.
Da anni sosteniamo che comprendere viene prima di vendere. Ma oggi possiamo andare oltre, perché a questo nostro talento stiamo aggiungendo le più avanzate tecnologie digitali per la raccolta e l’analisi dei dati relativi agli acquisti dei clienti.
Tutti i competitor possono contare su queste tecnologie e tutti i clienti usano i telefonini per avere informazioni con cui fare le loro scelte. Ma solo noi siamo in grado di unire il rapporto personale al contatto digitale. Solo noi di Conad possiamo sviluppare una relazione personalizzata con i clienti basata su questo doppio filo.
Questa situazione ci dà e ci darà grandi vantaggi, ma comporta anche una maggior assunzione di responsabilità: proprio perché abbiamo stabilito una così forte relazione con loro, non possiamo non soddisfare le loro attese.
Poiché abbiamo sempre soddisfatto le attese dei clienti, Conad in 15 anni è passata da 9 a 21 miliardi di euro di fatturato, crescendo e rinnovando la propria governance. Un modello cooperativistico che ha saputo valorizzare il ruolo del socio dettagliante e tradurre in strategia l’identità mutualistica.
Oggi la sfida per tutta la GDO è individuare un modello organizzativo sostenibile, capace di unire redditività, sviluppo, competitività e sostenibilità. Un modello che parta dal cliente e dal punto vendita, riconoscendo nella nostra imprenditorialità una delle leve dell’innovazione.
Noi conosciamo i clienti, investiamo nelle tecnologie digitali e nella formazione del personale per comprenderne sempre meglio le esigenze, presidiamo i territori e abbiamo forti principi e valori. Tutto ciò ci consente di continuare a lavorare con fiducia allo sviluppo della nostra organizzazione.