Fondazione Conad ETS

Una “dote” sportiva, per partire alla pari

Con Fondazione Conad Ets al via la terza edizione di Sport Never Stop: sport e cultura per 1.500 bambini in 11 città italiane.

Dare a ogni bambino la possibilità di fare sport, indipendentemente dal reddito familiare o dal quartiere in cui è cresciuto. È questa la missione di Sport Never Stop, il progetto sostenuto da Fondazione Conad ETS e Fondazione l’Albero della Vita ETS, arrivato alla sua terza edizione e presentato a Genova la scorsa settimana, nella Biblioteca Universitaria, con il patrocinio del Ministero della Cultura.

Il progetto si rivolge ai bambini tra i 6 e i 10 anni che vivono nei quartieri più disagiati delle grandi città: per loro vengono organizzate attività didattiche nelle scuole e laboratori educativi sui valori dello sport e sulla consapevolezza di genere e a 200 viene offerta gratuitamente un’attività sportiva per dieci mesi. Quest’anno il progetto coinvolge 11 città italiane, da Nord a Sud, raggiungendo complessivamente oltre 1.500 bambini. In tre edizioni il bilancio è già significativo: più di 4.050 beneficiari, 90 società sportive locali e oltre 60 scuole coinvolte.

Per ciascun beneficiario delle 200 doti sportive viene costruito un piano educativo personalizzato, che comprende l’iscrizione all’attività scelta, il kit sportivo, la visita medico-sportiva e i costi di trasporto. Un pacchetto pensato per abbattere tutte le barriere di accesso alla pratica sportiva, non solo quelle economiche. L’offerta sportiva è volutamente ampia e diversificata: tutti hanno potuto scegliere discipline diverse, con l’obiettivo di far emergere talenti e passioni che spesso nei contesti fragili non trovano spazio per potersi esprimere.

“Lo sport può essere una straordinaria occasione di crescita: non solo attività fisica, ma uno spazio educativo in cui imparare a rispettare l’altro, a fare squadra, a non arrendersi alle difficoltà”, ha dichiarato Maria Cristina Alfieri, Segretario Generale e Direttrice di Fondazione Conad ETS.

La terza edizione ha inoltre aggiunto l’obiettivo di contrastare gli stereotipi di genere nello sport: nel 2026 sono stati intensificati i percorsi laboratoriali nelle scuole, rivolti a studenti e famiglie, per sfatare il luogo comune che esistano sport “da maschi” e sport “da femmine”.

Il progetto nasce in risposta a un’emergenza sociale che fa riflettere: in Italia circa 1,4 milioni di minorenni vivono in condizione di povertà assoluta, cui si aggiungono oltre due milioni a rischio povertà. Un dato che si traduce direttamente nella difficoltà ad accedere a percorsi culturali, educativi e sportivi: nel 2023 il 70,5% dei bambini tra i 3 e i 19 anni non ha mai messo piede in una biblioteca, e il 39,2% non ha praticato sport nell’arco dell’anno. Il tasso di abbandono scolastico si attesta ancora all’11,5%, lontano dall’obiettivo europeo del 9% fissato per il 2030.

Tra i presenti all’evento Nicola Gratteri, Procuratore della Repubblica di Napoli, che ha sottolineato il ruolo di iniziative come questa nel prevenire la criminalità giovanile e la Sindaca di Genova, Silvia Salis, che ha sottolineato come offrire la possibilità di fare sport a chi non ha risorse economiche per praticarlo significhi svolgere un ruolo sociale importante per tutta la comunità. Intense ed emozionanti le parole della campionessa libica di atletica Najla Aqdeir, che ha condiviso con i ragazzi la sua esperienza di vita, spiegando come lo sport possa essere uno strumento di riscatto personale e sociale. Coinvolgente anche il messaggio di Vittorio Brumotti, personaggio televisivo e campione di bike trial, che ha incoraggiato i giovani a credere nelle proprie passioni e a mettersi in gioco.