Lo sport è molto più di una semplice attività fisica: è un potente strumento educativo, capace di insegnare il rispetto delle regole, il lavoro di squadra, la perseveranza e la fiducia in sé stessi. Proprio da questa convinzione nasce “Sport Never Stop”, il progetto promosso da Fondazione Conad ETS e Fondazione L’Albero della Vita ETS, con l’obiettivo di contrastare la povertà educativa e favorire l’inclusione sociale dei più giovani.
Negli ultimi tre anni il progetto ha coinvolto oltre 4.050 beneficiari, più di 90 società sportive locali e oltre 60 scuole, costruendo una rete di collaborazione tra istituzioni, scuole, associazioni e società sportive. Solo nell’ultima edizione sono stati raggiunti circa 1.700 bambini e ragazzi, attraverso l’assegnazione di 177 doti sportive in nove città italiane – Milano, Genova, Reggio Emilia, Venezia, Napoli, San Benedetto del Tronto, Ascoli Piceno, Brindisi e Cagliari – con un’attenzione particolare al tema delle differenze di genere nello sport.
L’iniziativa si rivolge a bambini e bambine che vivono in contesti sociali ed economici fragili, offrendo loro la possibilità di praticare gratuitamente uno sport durante l’intero anno scolastico. Attraverso il progetto, i partecipanti possono scegliere la disciplina più vicina alle proprie passioni e attitudini, tra calcio, nuoto, basket, atletica, arti marziali e molte altre attività sportive.
Ma Sport Never Stop non si limita a garantire l’accesso allo sport. Il progetto prevede infatti un percorso educativo individuale più ampio, che coinvolge famiglie, scuole e società sportive del territorio. Accanto agli allenamenti vengono organizzati laboratori dedicati ai valori dello sport, alla sana alimentazione, al benessere psicofisico e alla crescita personale. In questo modo l’attività sportiva diventa un’occasione concreta per sviluppare competenze relazionali, senso di responsabilità e consapevolezza delle proprie capacità.
Uno degli aspetti più significativi dell’iniziativa è l’attenzione all’inclusione. Il progetto si impegna infatti a rimuovere gli ostacoli economici che spesso impediscono ai minori di praticare uno sport, coprendo i costi di iscrizione, dell’attrezzatura necessaria, delle visite medico-sportive e, quando necessario, anche dei trasporti. Per molti bambini questa rappresenta un’opportunità che le famiglie, da sole, non riuscirebbero a garantire.
I risultati del progetto trovano conferma anche nelle storie dei giovani partecipanti. È il caso di Emanuela,12 anni, che grazie a Sport Never Stop ha potuto continuare a praticare nuoto, la sua più grande passione. Dopo mesi di allenamento e impegno ha partecipato alla gara sociale di fine anno, conquistando il primo posto e ottenendo anche il brevetto di terzo livello. «Quando sono salita sul podio, ero felicissima e orgogliosa di me stessa», racconta. «Questo progetto mi ha insegnato che lo sport è forza, impegno e amicizia, e che non bisogna mai smettere di credere in sé stessi». Molto simili le parole di Gioele, 10 anni: «Grazie a questo progetto ho potuto iscrivermi alla Scuola calcio Avvio, una cosa che sognavo da tanto! […] Giocare in squadra mi ha insegnato ad ascoltare gli altri e a non arrendermi mai anche quando qualcosa non gira o si perde». Le loro esperienze dimostrano come il progetto non contribuisca soltanto a sviluppare capacità sportive, ma rafforzi anche l’autostima, la motivazione e la fiducia nel futuro.
In particolare, nell’ultima edizione il progetto ha posto l’attenzione sulla lotta agli stereotipi di genere negli ambienti sportivi, promuovendo una riflessione sul diritto di ogni bambino e bambina di scegliere liberamente lo sport da praticare.
Anche quest’anno, nel corso del progetto, è stato somministrato un questionario al quale hanno risposto 777 ragazzi e ragazze coinvolti nell’iniziativa. Dai dati è emerso che la quasi totalità degli intervistati considera lo sport un elemento molto importante della propria vita. Tuttavia, il tema degli stereotipi di genere continua a emergere con forza. Alla richiesta di immaginare una squadra di calcio, solo il 6% delle ragazze pensa spontaneamente a una squadra femminile, mentre il 35% delle bambine (contro il 28% dei bambini) dichiara di essersi sentita dire almeno una volta che uno sport non fosse adatto a loro. Inoltre, il 17% dei ragazzi ritiene ancora che le femmine non possano essere forti e veloci quanto i maschi.
Questi dati mostrano come, nonostante una crescente sensibilità verso i principi dell’inclusione e delle pari opportunità, persistano convinzioni culturali che rischiano di limitare la libertà di scelta dei più giovani. Contrastare tali stereotipi significa permettere a ogni bambino e a ogni bambina di esprimere il proprio talento senza condizionamenti, valorizzando lo sport come spazio di crescita personale e di uguaglianza.
Progetti come Sport Never Stop dimostrano che investire nello sport significa investire nel futuro delle nuove generazioni. Non si tratta soltanto di promuovere il movimento o il benessere fisico, ma di offrire ai ragazzi occasioni concrete per costruire relazioni positive, acquisire fiducia nelle proprie capacità e sentirsi parte di una comunità. In questo modo lo sport diventa uno strumento di inclusione, di contrasto alle disuguaglianze e di cambiamento culturale, capace di trasformare opportunità individuali in un beneficio collettivo e di contribuire alla costruzione di una società più equa, aperta e consapevole.
