Il Largo Consumo Confezionato vale 117,1 miliardi di euro e nei primi quattro mesi del 2026 il Total Store cresce del 2,6%. Dietro il dato complessivo, però, la dinamica non è uniforme: il Fresco si conferma l’area più vivace con un +4,0%, seguito dal Non Food (+3,7%) e dal LCC (+1,9%). È il segnale di un riequilibrio interno che premia i reparti più vicini ai bisogni quotidiani.
La lettura che NielsenIQ propone (e che abbiamo riportato nel nostro Annual Report 2025) è quella di un mercato non fermo, ma instabile e frammentato. I canali si polarizzano — crescono discount, supermercati, specialisti drug ed e-commerce, mentre gli ipermercati faticano — ma il punto decisivo è un altro: non è più il canale a determinare la performance, bensì la strategia dell’insegna. Assortimenti leggibili, pricing coerente e promozioni mirate diventano i fattori che fanno la differenza.
In questo quadro si rafforza il ruolo della Marca del Distributore, che nel 2025 segna un +3,6% contro il +2,6% del totale LCC e il +0,9% dei top 20 fornitori. Un dato che conferma la MDD non più come semplice risposta di convenienza, ma come leva strutturale e strategica, capace di tenere insieme accessibilità, identità dell’insegna e differenziazione.
L’omnicanalità completa il quadro: i consumatori visitano più insegne e i livelli di fedeltà tradizionali si riducono. Più insegne, meno fedeltà. La distribuzione entra così in una fase orientata all’efficienza più che all’espansione, dove la rete si misura sulla capacità di generare valore per metro quadro. Premianti, in questo scenario, le insegne che sanno coniugare prossimità, efficienza, leggibilità dell’offerta e forza della Marca del Distributore.
Fonte: Annual Report Conad 2025, cap. 2.4 “I trend della GDO”, su dati NielsenIQ, “I consumi nel tempo delle scelte”, ed. 2026