Spreco alimentare, i surgelati pesano solo per il 2,2%

Il 29 settembre si celebra la Giornata internazionale di consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari.

In Europa lo spreco è costato oltre 130 miliardi di euro nell’ultimo anno ed è responsabile del 16% delle emissioni di gas serra dell’intero sistema alimentare. Per invertire la rotta, la Direttiva UE 2025/1892 fissa obiettivi vincolanti entro il 31 dicembre 2030: -10% per produzione e trasformazione, -30% pro capite per commercio al dettaglio, ristorazione e famiglie. In Italia ognuno di noi getta ancora 554 grammi di cibo a settimana, circa 80 al giorno, anche se il dato è in calo del 10,3% rispetto al 2025.

In questo quadro i surgelati si confermano alleati concreti. Secondo l’ultima rilevazione dell’Osservatorio Waste Watcher per l’Istituto Italiano Alimenti Surgelati, rappresentano appena 14,9 grammi settimanali pro capite, il 2,2% del cibo buttato. Le verdure surgelate generano uno spreco inferiore del 37,6% rispetto a quelle fresche e del 17,4% rispetto a quelle in vasetto. Già lavati, mondati e porzionabili, i surgelati non hanno sfridi e si consumano al 100%: si cucina solo la quantità necessaria, con un minor consumo di acqua in casa. Non si perde nemmeno il valore nutrizionale. Due studi commissionati da IIAS a SISA e SSICA confermano che pesce e ortaggi surgelati mantengono nel tempo proteine, omega-3, polifenoli e vitamine del gruppo B. «La surgelazione preserva a lungo gran parte dei nutrienti», sottolinea Giorgio Donegani, presidente IIAS. Per questo la surgelazione è una difesa sia dallo spreco sia dalla perdita di valore degli alimenti.

Fonte: IIAS – Istituto Italiano Alimenti Surgelati